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Google ha aggiornato il suo algoritmo introducendo Caffeine come nuovo sistema di indicizzazione. Se ne parlava ormai da mesi e le anomalie dell’ultimo periodo (Google Mayday, stranezze nel Webmaster Tool ecc.) facevano presagire che qualcosa stesse cambiando nel motore di ricerca. Infatti il 6 Giugno BigG ha sciolto ogni dubbio con la pubblicazione di:”Our New Search Index: Caffeine

Magari per qualcuno può sembrare una modifica di poco conto ma in realtà può essere l’inizio di una nuova era per la Seo.
Caffeine nasce con l’obiettivo di svecchiare il modo in cui Google ordina i contenuti e di restituire agli utenti risultati più “freschi”:

«Il nostro vecchio indice era composto da diversi strati, alcuni dei quali venivano aggiornati con maggior frequenza rispetto ad altri; lo strato maggiore era aggiornato ogni due settimane. Per aggiornare uno strato del vecchio indice, dovevamo analizzare l’intero Web, questo portava ad un significativo ritardo tra il ritrovamento di una pagina ed il momento in cui questa veniva messa a disposizione dell’utente. Con Caffeine analizziamo il Web frammentandolo in piccole porzioni e aggiorniamo il nostro indice in modo continuo, globalmente. Appena troviamo una nuova pagina o nuove informazioni su una pagina esistente, le aggiungiamo all’indice».

caffeine_google

Dal lato utente, ciò si traduce in contenuti 2.0, ovvero pertinenti e in tempo reale composti da notizie su blog, cinguetti su twitter, commenti su Facebook, immagini, video, ecc. Questo non significa che i contenuti di pagine Web statiche e di vecchia data verranno dimenticati, ma credo che chi vorrà mantenere una posizione di rispetto nella Serp farà meglio a produrre con più frequenza nuovi contenuti, anche su argomenti di long tail.

Il primo a porre la propria attenzione sui contenuti WEB 2.0 è stato Bing e probabilmente proprio l’avvento del motore di ricerca “decisionale” di casa Microsoft ha costretto Google a risvegliarsi e offrire nuove opzioni per continuare ad essere il numero 1 delle Search.

Dalle mie parti l’invito a prendere una tazza di “caffè” è sempre ben gradito. Google una tazza di “caffeine” non la nega a nessuno e sicuramente sarà di gradimento sia per gli utenti, che si troveranno contenuti freschi e rilevanti, che per chi li pubblica, perchè li vedrà nella SERP pochi secondi dopo averli messi online.

Il meta tag description troppo spesso viene messo in secondo piano e considerato inutile perchè non contribuisce al posizionamento del sito nei motori di ricerca. Infatti in tanti non si preoccupano di definirlo per le pagine dei propri siti o articoli dei loro blog, accontentandosi di quello che viene generato automaticamente.

E se io vi dicessi che un buon uso della description può far raddoppiare (c’è chi dice addirittura quadluplicare) i vostri click?
Ebbene si, questo tag se usato in modo efficace è un ottima leva psicologica sugli utenti e diventa fondamentale per ricevere più visitatori.

Ma procediamo con ordine.

Qualunque sia la keyphrase che cercherete su google, i risultati che otterrete saranno composti in questo modo:

  • La prima parte corrisponde al tag title della pagina web
  • La seconda parte (formata da 2 righe se vengono sfruttati almeno 100 caratteri) corrisponde alla description o snippet
  • La terza parte contiene il link della pagina

Dunque, il meta description è un meta tag che non viene visualizzato dagli utenti nella pagina, ma essendo contenuto nel codice HTML viene letto dagli spider e, se scritto in modo corretto, viene visualizzato nella SERP dei motori di ricerca con la funzione di descrizione del link a cui è associato.


Ma perchè la description deve essere scritta in modo corretto?

Perche lo snippet non sempre è il contenuto del Tag Description anche se presente, ma può essere formata in uno di questi tre modi:

  • 1. Se la keyword cercata è presente all’interno del meta tag description, Google ne visualizza i primi 160 caratteri.
  • 2. Se la keyword cercata non è presente all’interno del meta tag description, Google potrebbe decidere di usare una
    o più sezioni del testo della pagina che corrispondono alla query, col rischio però che il risultato sia una frase senza alcun senso
  • 3. Se la keyword non viene trovata nel tag e nel testo, Google visualizza la descrizione presente all’interno della directory Dmoz (se il sito è presente in questa directory)

Dunque bisogna fare attenzione che la keyword cercata dall’utente sia presente anche nel contenuto del Tag Description altrimenti Google lo ignorerà e visualizzerà una frase presa direttamente dal testo della pagina.

Conclusioni

Il Meta description è un ottimo strumento per il SEM (Search Engine Marketing) quindi anche se inutile per il ranking del sito, dal punto di vista psicologico sfruttare bene questo strumento potrebbe portare ottimi risultati.

Per finire vi do 2 consigli assolutamente da seguire:

  • Inserite le keyword utilizzate nel title e che si ha intenzione di sfruttare anche all’interno del meta description
  • Scrivete un meta description diverso per ogni pagina cercando di utilizzare frasi ad effetto e che possano fare leva psicologica sugli utenti
  • Ad esempio a me piace moltissimo utilizzare forme che inducano l’utente a compiere un azione tipo “clicca qui …..” oppure “acquista il nostro fantastico prodotto…”

2 cose assolutamente da Evitare:

  • Lasciare il Tag Description vuoto
  • Scrivere un meta description che non centra nulla con la pagina

Continuano le segnalazioni per la rubrica “Un eBook a settimana” e anche questa volta l’argomento riguarda l’amato/odiato Google.

La domanda che mi viene posta più spesso è

Sal mi consigli un corso o una guida on line in italiano per imparare ad indicizzare un sito sui motori di ricerca?

Esiste una guida che è stata segnalata tantissime volte ma che non va dato per scontato tutti conoscano ed è la Guida introduttiva di Google all’ottimizzazione per motori di ricerca.
Anche se un pò datata, essendo stata scritta la versione originale il 13 Novembre 2008 e tradotta in italiano circa un anno fà, è ancora molto attuale e spiega in modo semplice ed efficace come migliorare la presenza di un sito all’interno dell’indice di Google.

La guida di 22 pagine è basata su questi 12 principali argomenti:

  • Crea titoli unici ed accurati
  • Usa il meta tag “description”
  • Migliora la struttura dei tuoi URL
  • Rendi il tuo sito semplice da navigare
  • Offri contenuti e servizi utili
  • Utilizza anchor text ottimizzati
  • Ottimizza l’uso delle immagini
  • Fai un uso efficace del file robots.txt
  • Tieni in considerazione il rel=”nofollow” per i link
  • Promuovi il tuo sito nel modo giusto
  • Utilizza gli strumenti gratuiti per webmaster
  • Fai uso dei servizi di statistiche web

Sul blog di GoogleItalia affermano che la guida in futuro sarebbe stata aggiornata con nuovi suggerimenti per l’ottimizzazione, sinceramente non sono sicuro che questo sia accaduto perchè manca un argomento che sta diventando sempre più incisivo sul posizionamento ed è l’influenza dei social media, infatti a riguardo in passato vi ho segnalato la lettura della guida di Alessandro Sportelli: Riflessioni di Web Marketing per il 2010 …

Un altra guida che anche se un pò datata è sempre la più scaricata in Italia e contiene consigli sempreverdi e da seguire è la Guida al posizionamento su Google di Giorgio Tave

Ecco ora avete le guide base ideali per provare a posizionare le vostre pagine… in realtà c’è anche un altra risorsa molto interessante ma ve la segnalerò la prossima volta, quindi stay tuned!
Perchè sul web si deve prendere una posizione :D

In questi giorni coloro che utilizzano gli Strumenti per WebMaster di Google hanno sicuramente notato che oltre alle principali query di ricerca per il nostro sito ora vengono mostrati anche il numero di impressioni e il clickthrough.

La novità è stata annunciata pochi giorni fa e si tratta di una importante integrazione di dati, che mette a disposizione numeri precisi riguardo il modo in cui le pagine compaiono tra le query degli utenti Google e se raccolgono o meno i click degli stessi. In questo modo, così come già accade per le campagne AdWords, è possibile usare il clickthroughrate per ottimizzare i risultati naturali di Google.

La cosa è sicuramente positiva, anche perchè grazie alla possibilità di abbinare questi dati alle specifiche posizioni nelle pagine dei risultati delle ricerche, avremo la possibilità di effettuare delle analisi approfondite sulle performance dei nostri contenuti e dei rispettivi titoli, in base alla posizione che si occupa nelle ricerche web.

query-webmaster-tool

I dati possono essere ricombinati in una vasta serie di modalità dandò molteplici possibilità di analisi ai SEO. La novità ha suscitato immediato entusiasmo nell’ambiente, io personalmente trovo che i dati non siano attualmente molto attendibili anche perchè (come capita per le sitemap) non sono sempre aggiornati al momento in cui li visualizziamo.

Speriamo la situazione migliori e che possiamo sfruttare al 100% queste nuove informazioni. Voi cosa ne pensate a riguardo?

Durante queste feste pasquali tra viaggi in treno, fette di colomba, cioccolata e tanta pastiera di grano, ho letto un eBook molto interessante e ci tengo a segnalarvelo.
Si tratta di “Riflessioni di Web Marketing per il 2010 …” di Alessandro Sportelli.
La parte che a me interessava era quella riguardante Web Marketing e Seo relazionale per capire quanto influisse l’autorevolezza sul posizionamento nei motori di ricerca, ma una volta iniziata la lettura non ho potuto desistere dal leggerlo tutto. Si tratta di una guida molto attuale che spiega in modo semplice e ironico come sta cambiando lo scenario del web marketing e quanto diventa importante lavorare per creare delle relazioni e promuovere i siti sui social media.

    L’Ebook si divide in 9 punti:

  • Web Marketing relazionale
  • Seo relazionale
  • Ecommerce … il labirinto fai da te
  • Blog e Forum chi si salverà nel 2010
  • La conversazione non è una strategia 2.0
  • La nicchia, gioie e dolori
  • Personal Branding
  • Social Media Marketing: Differenza tra sito aperto e sito chiuso
  • Quando la gente non cerca su Google ciò che vendi
  • I limiti della Web Analysis e l’ansia da conversione

Nella prima parte, in parole povere spiega che in passato per posizionarsi sui motori di ricerca si dovevano ottenere link in ingresso da siti importanti. Questo vale ancora adesso, ma un altro parametro non può essere trascurato se ci si vuole posizionare bene sui motori di ricerca: l’autorevolezza.

I motori di ricerca valuteranno l’autorevolezza di un sito in base al giudizio degli altri, quindi entreranno in gioco i social media e sarà necessario un lavoro intenso su di essi.

autorevolezza_twitter
Oltre all’importanza dell’ autorevolezza per il posizionamento dei siti web, gli altri argomenti della guida seppur differenti tra loro sono collegati da un filo conduttore che è la persona .

Leggetelo tutto e fatemi sapere cosa ne pensate nei commenti. Se invece volete fare le vostre domande direttamente ad Alessandro Sportelli potete farlo direttamente in questa discussione nel suo forum.
Buona lettura.