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L’umorismo non è sempre garanzia di successo, ma se utilizzato insieme ad un design accattivante e dopo un attento esame degli obiettivi può portare a risultati straordinari.
Usando l’umorismo come strategia creativa, è possibile affascinare il pubblico e attirarne interesse e simpatia.
Allo stesso tempo però un buon advertising non deve essere troppo complesso, perché deve essere facilmente interpretato e compreso. Nell’articolo ne vengono segnalati 60 io ho selezionato i 20 che ritengo migliori sia a livello ironico che comunicativo.
E voi cosa ne pensate? Riuscite nonostante l’ironia ad intuire il significato del messaggio?


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Thanks to: 60 divertenti pubblicità di successo.

Oggi voglio parlarvi di un argomento assai discusso: i tempi di pagamento dei clienti.
Non è un segreto, i freelance per tanti motivi spesso cadono nella tentazione di voler concere fiducia al cliente allentando la presa delle precauzioni e concedendo delle “opportunità” che si credono solo in quel momento lontane.

Specie per chi è ai primi lavori diventa anche difficile interpretare i segnali che un cliente ci invia incosciamente. L’esperienza, infatti, la dice lunga sul riconoscimento di un cliente.
Proprio per questo motivo un freelance dovrebbe salvaguardare se stesso, non dal cliente, ma dalla fiducia che gli sta concedendo!

Il primo nemico di un Freelance: se stesso!

Proprio cosi! Essere freelance significa gestire il proprio tempo, gestire le proprie relazioni ma anche far fronte a tasse e pagamenti da affrontare.
Quando un cliente tarda a concludere il pagamento crea un danno in termini di disagio economico non indifferente. Si susseguiranno una serie di chiamate, spesso degli “atterraggi” presso la sede del cliente per sollecitare il pagamento e chissà quante altre difficoltà. Queste piccole operazioni, che sono la conseguenza di aver dato troppa fiducia, RIDUCONO il tuo guadagno.

Quando state concludendo un accordo per un qualsiasi lavoro che sia un bigliettino da visita o un sito web il semplice preventivo NON basta!
Generalmente il cliente ha già valutato o temporaneamente accantonato altri “fogli preventivo”.
Per molti di loro conta solo il prezzo, sono davvero pochi quelli che sono informati ed hanno un minimo di competenza in materia.
Quando hai definito il prezzo con il cliente prenditi un’ora di tempo per creare quello che è un vero mini contratto che definisce un anticipo minimo del 50% e l’altra metà prima del rilascio. Si del 50%! Non del 10%! Perché? Se il cliente che hai di fronte è un buon pagatore, nella stragrande maggioranza dei casi, non esiterà a pagarti questo anticipo perché sa che di li a poco deve pagare metà della somma. L’esitazione è sintomo di insicurezza e dietro questo piccolo segnale può nascondersi un cattivo pagatore, ovvero un pagatore “lungimirante” che ti fa aspettare settimane oppure mesi. Non cito in questo articolo coloro che non vogliono pagarti più.

La mia esperienza personale

Come esempio voglio raccontarvi quella che è la mia esperienza con una grossa azienda sanitaria con sede in Puglia. Come spesso accade ci si arriva per conoscenze o per sentito dire. Cosi al contatto del cliente mi presento in sede e cominciamo a parlare. Dopo un’ora di trattativa per un bel lavoro propongo al cliente il prezzo di 2800€, e il cliente mi rilascia subito un assegno di 2500€.
Non avevo ancora acceso il computer! Esco dall’azienda super soddisfatto, non ho fatto niente ho già un assegno che ricopre ampiamente le spese di stampa. Al rilascio del materiale il cliente mi salda immediatamente il restante importo.
Dopo una esperienza cosi pay-fast penso sia umano dare fiducia al cliente “al prossimo ordine”.
Dopo circa 2 mesi lo stesso cliente richiede un altro preventivo per un lavoro minore che ammontava a 1000€….non vi dico come mi sono comportato ma vi dico solo che ho ricevuto l’assegno il 15 luglio esattamente 100 giorni dopo la consegna del materiale.

Clienti-inaffidabili

Io ho imparato la lezione, voi come vi comportereste con il cliente la prossima volta?

E’ sempre un piacere ospitare un guest post, sopratutto quando l’argomento è lo spinoso rapporto con i clienti e a proporlo è un collega per cui provi stima, e

Ringrazio Andrea Leti Web and Graphic Designer pugliese per l’interessante discussione che ha voluto far nascere su queste pagine e vi consiglio vivamente di seguire il suo blog ricco di informazioni, ispirazioni e risorse utili.
Visita il blog di Andrea Leti

L’estate e il caldo torrido si fanno sentire molto in questo periodo, e mentre c’è chi è già in vacanza a godersi spiagge dorate, mare cristallino e panorami sublimi c’è chi è ancora a lavoro e ha bisogno di immagini con spiagge dorate, mare cristallino e panorami sublimi per progetti dedicati all’estate, o per per rendere almeno la postazione di lavoro più estiva.
Le immagini sono tutte Free e di proprietà (nel caso non lo capiste :D ) di Photoxpress.com. Vi sarà sufficiente registrarvi e potete scaricarne gratuitamente fino a 10 al giorno. Vi consiglio comunque di leggere bene i permessi per evitare problemi di licenza. Ringrazio Photoxpress.com per avermi consentito la pubblicazione della raccolta.

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Bill Gardner di Logolounge dopo aver esaminato gli oltre 35.000 loghi che gli sono stati presentati negli ultimi 18 mesi, ha classificato e descritto le tendenze e gli stili maggiormente utilizzati dai designer per la creazione dei loghi negli anni 2009/2010. Potete trovare l’articolo originale qui: 2010 trend logos.
Visto che ho trovato l’articolo molto interessante ne ho preso spunto traducendolo in italiano e aggiungendo le mie impressioni.

Dopo aver esaminato migliaia di loghi si è scoperto che la trasparenza nei loghi non è più solo una tendenza ma è diventato un elemento fondamentale nella progettazione come lo sono stile e colore.
Inoltre, le tonalità sono diventate più luminose, probabilmente questo è dovuto al fatto che l’occhio umano si è abituato a vedere i colori proiettati dallo schermo. Ormai viviamo in un mondo RGB, non più in un mondo di CMYK.

Il testo è sempre più importante nel brand identity, clienti e progettisti stanno lavorando duramente per rendere i messaggi più sintetici e / o diretti, e l’impiego di termini sintetici ed efficaci nei loghi rende il messaggio ancora più immediato.

Si è notato anche l’emergere di design innovativi e freschi dai paesi dell’Est. I progettisti di questi paesi sembrano avere una scioltezza che noi occidentali abbiamo perduto: loro sono più inclini a presentare tutta una serie di diverse opzioni di brand a un singolo cliente. Anche se personalmente non credo si tratti di svogliatezza da parte degli occidentali, infatti è ormai assodato che fornire troppe alternative al cliente serve solo a confondergli le idee.

Un altro particolare evidente quest’anno è che da molti loghi viene fuori un abbondanza di ottimismo come se i clienti stessero provando a mostrarsi coraggiosi e per niente impauriti di fronte a questo periodo di crisi.
Un altro cambiamento significativo è che per molti anni, i loghi di successo sono stati costruiti su forme precise e utilizzavano uno o comunque pochi colori. Ora, anche se le idee e la buona tecnica di disegno sono ancora essenziali per un buon risultato i progettisti hanno cominciato a usare superfici meno delineate e precise e in molti brand si vedono una miriade di colori.

Di seguito alcune tendenze che in quest’anno sono state molto utilizzate dai progettisti di logo

Cubismo


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Non dovrebbe più meravigliare il fatto che i progettisti attingono le loro ispirazioni da arti famose. Come Pablo Picasso e Georges Braque i fondatori del movimento cubista insegnano, c’è un certo piacere visivo nel semplificare le forme fino alla loro essenza. Nella progettazione del logo, questo principio vale e come, infatti trasformare l’immagine in una semplice serie di sfaccettature è davvero efficace ed esteticamente piacevole.

1. Iconologic, US Virgin Islands 2. Z&G, Brandogolik 3. Gardner Design, Graphic Impressions 4. Andrei Bilan, Kubis

Spore


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Questi loghi hanno spesso la forma di una stella raggiante, e in genere assumono caratteristiche tridimensionali. Tendono ad essere sospesi nello spazio o danno l’impressione di una forma  subacquea che galleggia (infatti, questi loghi potrebbero essere perfetti per crearvi animazioni). Questi loghi mantengono una qualità attraente, e misteriosa che gli permette di essere ancora oggi molto usati.

In alcuni, i punti che partono dal centro sembrano essere dei tentacoli, e riescono a trasmettere un senso di connettività e un gran numero di servizi. Questo genere di loghi ha la capacità di generare il caos, mantenendo però la perfezione della natura.

1. MYDE, Smart Communication Technologies 2. KITA International | Visual Playground, KITA 3. Seamless Creative, 1025 Photography 4. BrandBerry, Anvexa

Ghost


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Attirare l’attenzione è un compito molto arduo per i designer. Questo stile ha la capacità di costringere lo spettatore a guardare la forma con attenzione per essere sicuro di capirne il significato. In questo modi si spera che il brand rimanga impresso nella mente.

Questa tecnica sembra avere maggiore successo se l’immagine in questione è abbastanza ovvia, il colore inoltre è fondamentale poichè tendiamo a identificare gli oggetti per il colore prima che per la forma.

1. Julian Peck, Futbol California 2. Iconologic, America’s Natural Gas Alliance 3. Supersoon Good Design, Swiss Heat Transfer Technology 4. Strange Ideas, Shadow Farm

Tendrils


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In questo stile c’è un giusto mix tra fantasia e intervento umano cosa che  lo rende molto efficace e piacevole da vedere.

Assolutamente lontani dall’essere elaborati con perfezione geometrica, questi simboli richiamano molto la natura ma allo stesso tempo si nota un coinvolgimento umano, infatti dimostrano di non essere stati creati da una macchina senz’anima.  Il loro scopo è esaltare la bellezza dell’ imperfezione.

1. Derrick Mitchell Design, LLC, Easthaven Baptist Church 2. RawType, Jacob’s Well 3. Sabingrafik, Inc., Rosenblum Cellars 4. Dale Harris, Blank Expression

Spostamento


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Le sovvrapposizioni trasparenti di colore sono i tratti distintivi di questo stile. I colori sono solitamente chiari e puliti per permettere che le sovrapposizioni siano ben evidenti. Questa tendenza è un pò la celebrazione della diversità che si fonde per il fine comune.

Sebbene le immagini siano statiche, lo spostamento  da un senso di movimento allo spettatore. Questa instabilità attira l’occhio e dà l’impressione che si tratti di  un work in progress.

1. Asta form, Sheriff Studio 2. Go Welsh, Penn State Architecture 3. Effusion Creative Solutions, musicplace.com 4. Liska + Associates Communication Design, Becker and Becker

Parti


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Questo stile ha lo scopo di rappresentare un elemento unico formato da tanti piccoli pezzi uniti. Da lontano, l’immagine sembra unica e grande ma a vedere bene i particolari si nota che è un insieme di tante immagini più piccole.
Nell’esempio 3 possiamo vedere che tanti fumetti formano la mappa degli Stati uniti per rappresentare il brand “We the people form this nation”, nel 4  un centinaio di sommozzatori formano la sagoma di uno squalo.  In questi casi, si cerca un buon equilibrio visivo per rendere distinguibili le piccole parti e allo stesso tempo unirle per comporre un risultato univoco.

1. Kuznetsov Evgeniy, Russian Team 2. Ten:pm Media, Advanced Armament Corp. 3. Chris Rooney Illustration/Design, Ramsell 4. Hand dizajn studio, Diving Club Big White

Pixel


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Il pixel rappresenta il più piccolo elemento costitutivo di un immagine digitale.
Questo concetto spiega che lo stile pixel rappresenta un concetto dove piccoli elementi messi insieme creano un grande risultato. Visto che il mezzo è il monitor, i colori sono spesso molto intensi e luminosi. Stile ottimo per brand leader nel settore hi tech.

1. Eight a.m. Brand Design , C2 MEDICAL SPA 2. Eightday Studio, Antioch Community Church Norman Corp. 3. Gyula Nemeth, HD City 4. Andrei D. Popa, City Tower

Polvere


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Questo genere di marchi fa capire l’importanza della sottiglieza. Anche in questo caso l’occhio è attratto non solo per il design, ma anche dalla curiosità di guardare qualcosa di nuovo. Il piumaggio soffice di questi loghi li rende unici e l’effetto polverina in alcuni casi dà la sensazione di qualcosa di magico.

1. RedBrand, Atmosphere Design House 2. Strange Ideas, Galaxy Garden 3. Tannehill Design, GSL Fine Lithographers 4. Identra, Cognida

Festoni


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Chiunque di noi nella sua infanzia abbia fatto visita ad una ferramenta nel periodo primaverile ricorda condizionatori d’aria e ventilatori pieni zeppi di festoni che svolazzavano orizzontalmente per mostrare la forza dell’aria e dare una sensazione rinfrescante. Questi loghi hanno poco a che fare con il freddo ma con l’aria si.
Generalmente, questi loghi sono trasparenti per cui dove ci sono sovrapposizioni c’è un cambiamento di colore.  Lo stile simboleggia lo spirito libero e la mancanza di controllo. Questi disegni trasmettono un senso di gioia o di festa e sono  ideali per brand che devono dare la sensazione di benessere e relax.

1. Paradox Box, Rinat Tuhvatullin 2. Suprematika, Rucksack, the backpack online shop 3. Demographic Inc., Blood Brothers 4. Burton (Snowboards) Corp., Burton Snowboards

Macchie


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Questo genere di loghi è tra i più creativi e difficili perchè da parte del designer c’è bisogno di grande sensibilita e precisione per permettere un effetto così impreciso ma allo stesso tempo tanto perfetto. È un altro esempio di distacco dalle tecniche tradizionali e permette di ottenere l’attenzione del pubblico che magari sarà costretto a concentrarsi un po di piu sul disegno per essere sicuro di averne interpretato bene la forma.

1. Paradox Box, Rinat Tuhvatullin 2. Suprematika, Rucksack, the backpack online shop 3. Demographic Inc., Blood Brothers 4. Burton (Snowboards) Corp., Burton Snowboards

Fireworks


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Lo stile Fireworks è senza dubbio tra i più interessanti ed efficaci. Il flash attira l’attezione e i getti di luce danno un adrenalina visiva unica.
Quale migliore stile potreste scegliere per un’identità orientata verso l’eccitazione, l’attività, o piacere?
Stile che ultimamente sta riscuotendo un ottimo successo dato il suo largo uso.

1. Sakideamsheni, Expo Georgia 2. Latinbrand, La Quinta 3. BrandBerry, 1945-2010 4. Porkka & Kuutsa Oy, Logistigo Oy

Box


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L’uso del testo come componente di un brand  è diventato più difficile che mai. Non solo il nome della società deve essere ben visibile, ma ci sono altri punti chiave che spesso vengono inseriti tipo ciò che il cliente fa,  il motto,  l’ubicazione, la data di fondazione.  Il problema in questi casi è definire il giusto rapporto visivo tra logo e testo. C’è il rischio che allargando la coppia per rendere il testo più leggibile il simbolo diventi troppo grande e allo stesso modo ridurre il simbolo puo rendere il testo illeggibile.

Ecco allora che si cerca di incapsulare simbolo e testi in box in modo da creare armonia tra le parti

1. Schwartzrock Graphic Arts, Pugleasa 2. Sudduth Design Co., Wilmington-Gordon 3. Fargo Design Co., Inc., Jackson Trading Co. 4. Sigg Design, Swiss International Hotels

Il 18 Giugno ho partecipato al Wordcamp 2010 tenutosi a Catania. L’esperienza, assolutamente da ripetere, mi ha permesso di incotrare nuovi amici e conoscere gli autori di alcuni blog. E’ la prima volta che tale manifestazione si tiene nel mezzogiorno italiano e devo dire che anche se mi aspettavo un maggior numero di partecipanti la mia impressione è stata positiva e al di sopra delle mie aspettative.

E’ vero, i nomi altisonanti non erano tanti, ma di certo non mancavano professionalità e voglia di fare.
In un viavai di idee e pensieri, nel momento in cui ho varcato l’ingresso sono stato pervaso dalla sensazione di trovarmi in un girone dantesco. Un girone al quale è impossibile dare una catalogazione precisa perchè composto da persone con piaceri e debolezze molto simili ma allo stesso tempo troppo diverse tra loro per indicarle con un termine netto.

L’aria che si respirava era calda, non per il clima estivo, ma perchè carica di ambizioni e intraprendenza, sembrava che ognuno dei partecipanti in qualsiasi momento poteva tirar fuori un idea creativa o il progetto geniale che lo avrebbe fatto venerare dall’intera community vita natural durante.
Si respirava l’aria di chi è stanco, di chi vorrebbe uscire da una situazione di frustrazione e povertà, di chi vorrebbe riscattare la propria terra e non essere costretto a scappare a Milano o Londra per poter far considerare quel che svolge con amore e passione un “ vero lavoro”.

Ho incontrato persone con ottime competenze che si sono dimostrate umili e disponibili, anche se qualche sapientone di turno era presente anche qui, ma la genuinità dell’ambiente ha sovrastato anche chi ha manie di protagonismo e poca propensione a lasciar l’iniziativa ad altri.

Sui soldi al sud nessuno si esprime, se troppo pochi non se ne parla perchè ci si vergogna, se sono abbastanza per vivere non se ne parla lo stesso perchè si rischia di suscitare negli altri un invidia fulminante… e noi meridionali si sa che siamo molto scaramantici. Terzo motivo non se ne parla perchè per alcune persone che ho conosciuto i soldi sono veramente l’ultima cosa.

Al Worcamp Catania si è stati bene, l’accoglienza è stata fantastica e si conoscono persone con le quali hai tanto, troppo in comune, con cui durante un pranzo veloce a base di arancini e schiacciate ti ritrovi a fare battute su plugin o falsi miti Seo e a ridere come matti, cosa assolutamente da non ripetere nella quotidianità, c’è il rischio molto serio di dar la sensazione di aver perso il senno.

Ecco perchè vi consiglio vivamente di partecipare a eventi del genere, perchè avete la possibilità di farvi conoscere, ma sopratutto di conoscere persone, di ascoltare i loro progetti, imparare e ricaricare le batterie del cervello con tanta intraprendenza, creatività e voglia di fare.

Si esce più ottimisti da questo Wordcamp, ci si sente meno soli e con la certezza di non essere l’unico a sognare e vivere con la testa tra le nuvole, si dà un volto a chi fino al giorno prima conoscevi solo tramite una pagina “about me” e con l’impagabile consapevolezza che persone che stimi sono molto alla mano e magari anch’essi provano per te una reciproca stima.

Ringrazio tantissimo Nando, Sara e JustB di YourinspirationWeb per la bella amicizia che è nata, perchè hanno reso questa esperienza indimenticabile e sopratutto perchè hanno riempito il mio cuore di speranza, voglia di fare e voglia di continuare sulla strada che ho deciso di intraprendere.

Ora bando ai ricordi, eccovi qualche video interessante degli interventi :D


Nando Pappalardo
Come ripulire il database di WordPress dal materiale inutile. Poche operazioni per ottimizzare e velocizzare al meglio il nostro blog.

2° parte


Giustino Borzachiello
Evidenziare i nostri migliori articoli: un plugin


Francesco Fullone
Smettetela di usare WordPress. Usare WordPress per fare CRM? O per creare complesse community? Analizziamo e capiamo cosa NON fare con WordPres

2° parte


Inoltre potete visualizzare altri video pubblicati da Valerio: e le foto dell’evento

Che altro dire, vi consiglio vivamente di partecipare a eventi del genere, perchè avete la possibilità di farvi conoscere, ma sopratutto di conoscere persone, di ascoltare i loro progetti, imparare e ricaricare le batterie del cervello con tanta intraprendenza, creatività e voglia di fare.