Posts Tagged ‘ Contest ’

Vi sono mai capitati clienti che prima vi commissionano un lavoro e poi scompaiono senza darvi un centesimo perchè il risultato non è di loro gradimento? Oppure clienti con la presunzione di vedere prima il lavoro e poi decidere di accettarlo o meno? O anche di  partecipare ad un concorso, proporre il vostro design  e non ricevere alcuna risposta da parte degli organizzatori?
L’ultimo caso sembrerebbe si stia verificando per un concorso dal valore di ben 40.000 euro, infatti nell’ articolo che scrissi su “Roma in un immagine” è nata una ricca discussione tra i partecipanti delusi dal fatto che la decisione del vincitore viene rimandata di mese in mese.

Tra i tanti punti di vista dei lettori, mi ha incuriosito una proposta della graphic designer  Stefania Pochesci l’ho contattata e insieme abbiamo deciso di approfondire l’argomento nella speranza che ne nascano degli interessanti spunti di riflessione.

Vi lascio all’articolo scritto da Stefania e vi aspetto per discuterne insieme nei commenti.

E voi siete pronti a dire no?

No allo Spec-Work per il bene del Design

Diciamocelo, non è un bel periodo per chi fa il graphic designer, a dire il vero non è un buon periodo per nessuno, ma per noi, nè carne nè pesce nel mare del “prova prima e forse paga” credo sia anche peggio .

Accade sempre più spesso a chi lavora nei media di trovarsi nella situazione di sentirsi chiedere da un potenziale cliente di vedere delle proposte prima, per poi essere pagati  solo se il lavoro piace: il che significa che non vi si compensa per il valore della vostra creatività, portfolio  o capacità di riuscire ad ingaggiare un rapporto creativo con il vostro cliente, ma vi si danno pochi giorni (nella migliore delle ipotesi) un brief strapazzato e neanche un euro per creare quello che dalle aspettative del vostro cliente dovrebbe essere “Il Capolavoro”.

Nasce allora per qualcuno (meno male ancora qualcun c’è) il grande dilemma: accettare o no?

Sì perché quello che vi è stato appena chiesto è uno spec-work, dove “spec” sta per speculative.

Nonostante questa metologia (del prova prima e forse paga, appunto) sia diventata ormai una prassi comune, ritengo sia doveroso far presente che un lavoro creativo di qualità è frutto di una relazione di fiducia tra cliente e designer, di mutua comunicazione e collaborazione.

Non si può pensare di ottenere un prodotto qualitativamente superiore con il metodo dello “Spec Work” come lo si chiama; rifiutarsi di accettare tale prassi infatti va considerata una garanzia di qualità anche per il cliente, come dovrebbe essere anche il portfolio del resto (sennò che lo facciamo a fare?).

Al riguardo l’AIGA (Professional Association for Design) ha detto la sua svariati mesi fa, credo che meriti una riflessione da parte di tutti i professionisti del settore.

In breve ecco i punti:

Cos’e uno spec-work innanzitutto

Lo Speculative Work è semplicemente lavoro non pagato, anche se c’e da dire che non tutti i lavori non pagati sono speculativi.

Questo modo di procedere comporta  rischi per il cliente al quale non viene garantita la qualità del lavoro e per il designer che non viene retribuito secondo il valore del suo lavoro.

Ci sono cinque situazioni che possono indurre a pensare ad un designer di lavorare senza retribuzione e sono:

  1. SpecWork: lavoro fatto gratis nella speranza di venire pagati
  2. Concorsi: lavoro fatto nella speranza di vincere un premio
  3. Volontario: lavoro fatto come favore o in cambio di esperienza senza l’aspettativa di essere   pagato.
  4. Stage: un tipo di lavoro gratuito che considera come retribuzione l’educazione e l’esperienza che si acquisisce.
  5. Pro Bono: lavoro gratuito fatto per il bene della comunità.

Molti designers considerano i primi due punti inaccettabili.

Perché lo Spec-Work rappresenta un rischio per cliente e designer

I Clienti rischiano la qualità poiché non c’e abbastanza tempo per la cosa più importante in qualsiasi progetto creativo: la ricerca, la possibilità di considerare alternative e lo sviluppo ulteriore delle prime idee.

I designer invece rischiano non solo di essere sfruttati dai clienti ai fini di ottenere un lavoro gratis ma di compromettere il lavoro creativo eliminando tutta la parte propositiva e fornendo al cliente “solo” quello che esattamente chiede, questo ovviamente a scapito della qualità.

Per tutte e due le parti inoltre ci sono tutti i rischi legali derivanti dai diritti d’autore, marchi etc.

L’AIGA ha anche messo a disposizione di chi volesse approfittarne una lettera esempio per dire no allo spec-work (in Inglese) che spiega al cliente le motivazioni per cui “lo speculative work” non viene considerato come un approccio etico e corretto al lavoro dei designer e che fornisce tra le altre cose anche alternative più idonee finalizzate ad esplorare il lavoro di vari designer, come richiedere lavori fatti in precedenza e anche una breve esposizione di come ognuno si approccierebbe al progetto.

Per chi volesse approfondire ecco il link all’articolo in inglese

Esiste anche un sito no-spec.com, che si propone di divulgare le motivazioni sopra citate che dovrebbero portare i professionisti a dire no allo spec-work .

C’è da fare un ultima considerazione al riguardo:

cosa accadrebbe se ogni volta che dovessimo scegliere un ristorante ce ne andassimo in giro a provarli tutti finchè satolli e soddisfatti decidessimo di pagare solo quello che ci ha soddisfatto in pieno?

O se ancora ci mettessimo a provare gratuitamente tutti i dentisti, idraulici, meccanici, avvocati, architetti, medici e via dicendo finchè trovato quello che risponde alle nostre aspettative tra i plausi generali (e sicuramente con qualche osso sano in meno) ci accingessimo a saldare il conto solo alla fine al fortunato prescelto?

Pensateci e riflettete anche sul fatto che il tutto dipende anche da noi, sempre.

Quindi la prossima volta che un cliente vi chiede di vedere delle proposte prima di darvi un lavoro fermatevi un momento e eventualmente pensate: siete pronti a dire no per il bene del design?

Tenete duro e buon lavoro.

Stefania Pochesci

A Luglio scrissi un articolo su “Roma in un immagine“, il concorso organizzato dal Comune di Roma con in palio ben 40 mila euro.

Da allora ho notato molte visite da Google con la keyphrase “Roma in un immagine VINCITORE“, e visto che non mi piace che i visitatori non trovino quel che cercano sul mio blog ho cominciato a cercare informazioni a riguardo.

L’esito delle ricerche ahimè è stato negativo, sembra che nessuno sappia se è stato scelto il vincitore e tantomeno questo vincitore chi è, allora armato di testardaggine ho spulciato il bando di gara per cercare qualche recapito e contattare gli organizzatori, sperando potessero darmi qualche info.

E alla fine ho trovato il numero 06/67104640. Ebbene ho chiamato diverse volte. Nella maggior parte dei casi o non ho ricevuto risposta, oppure non sapevano aiutarmi, fino a quando mi è stato detto che queste informazioni non era possibile darle via telefono ma dovevo inviare una mail all’indirizzo informazioni@comune.roma.it e mi avrebbero dato tutte le risposte.

Purtroppo dopo circa 30 giorni dall’invio della mia mail non ho ancora ricevuto alcuna risposta.

Per questo mi ritrovo costretto a lasciare senza informazioni utili i navigatori che atterrano qui alla ricerca del vincitore del concorso da migliaia di euro.

L’unica info che vi posso dare è l’indirizzo mail informazioni@comune.roma.it al quale mi è stato detto di inviare la mia domanda. Magari a coloro che hanno partecipato al concorso rispondono.

Ne approfitto per chiedere a coloro che hanno qualche notizia a riguardo di segnalarcelo, in modo da poter informare anche agli altri interessati.

Aggiornamenti

Update del 22/07/2010: Il 20 Settembre sarà reso noto il vincitore del concorso. Questo è quel che dice il comunicato pubblicato dal Comune di Roma: sarà reso noto il prossimo 20 settembre, in occasione delle celebrazioni per il 140° anniversario di Roma Capitale d’Italia (1870-2010), il vincitore del concorso “Roma in un’immagine”

_____________________________________

Update del 20/07/2010: Finalmente qualcosa si muove. Alcuni concorrenti hanno ricevuto una mail nella quale viene chiesto loro di fornire la descrizione del progetto e il logo proposto perche selezionati per una mostra che verrà inaugurata verso metà settembre.
Attenzione però, il logo deve essere inviato entro e non oltre il 21 luglio (cioè domani). Quindi mi raccomando controllate la vostra casella mail e affrettatevi nel caso sia arrivata la richiesta anche a voi. In bocca al lupo.

_____________________________________

Update del 22/03/2010: Ringrazio tutti coloro che con i commenti stanno contribuendo a tenere informata l’intera community sulle novità riguardanti il concorso.

lupa

“Voglio raccontarvi una storia, la mia storia”

Inizia così il video vincitore del contest “I love internet“, organizzato da Telecom e Wired e dal valore di 2.000 dollari.
L’intento del concorso era creare un video, per mostrare che la rete è un mezzo di comunicazione che apre nuovi orizzonti e offre numerose opportunità.

E devo dire che Valerio Masotti aka MEDesign ne ha centrato in pieno il senso, infatti il suo video permette di comprendere in pieno le potenzialità di internet a chi non le conosce già… e di provocare un emozione inimmaginabile a chi invece di internet ne è già innamorato.

Vi consiglio di guardarlo, e vi dò un avviso, non preoccupatevi se proverete un brivido su tutto il corpo e un forte batticuore, sono sintomi normali, dimostrano che anche voi come me amate internet.

“Perchè mi ha messo in contatto con il mondo e oggi il mondo è la mia casa”

No io, Valerio e migliaia di internettiani non siamo pazzi, internet è un amore, una malattia, una necessità.
E lo può capire solo chi non riesce a dormire la notte perchè da 3 giorni non pubblica niente sul suo blog, o chi anche in vacanza non riesce a staccare la spina del pc. O chi capisce che l’unico lavoro che riesce a svolgere con passione, determinazione e per il quale è disposto a fare le ore piccole è legato ad internet.

Mi farebbe piacere se lasciasse tra i commenti un vostro pensiero su internet, su cosa rappresenta per voi e se ne siete innamorati.

E se non lo siete ancora accettate un consiglio per questa volta…
Vi prego, innamoratevi di Internet!

In giro non se ne parla benissimo, si dice che svaluti il mercato dell’IT e in effetti per quello italiano e occidentale può essere vero… mentre credo che per cinesi o indiani sia una gallina dalle uova d’oro.

Ma infondo io proverei a partecipare …

Ah di cosa sto parlando? Di 99designs.com sito che permette di organizzare dei contest creativi, con un compenso stabilito.
I designer (può partecipare chiunque) sottopongono i loro lavori e l’organizzatore del concorso decide quale accettare, alla fine il vincitore invia il suo lavoro e l’organizzatore lo paga.

immagine 99designs

E’ vero, ci sono richieste di layout per siti o loghi a 100$ che, valutando il cambio con l’euro sono una misera, ma i progetti più popolari che vengono visualizzati in home page pagano bene. Per i loghi si arriva anche a 500$ che non credo possino considerarsi pochi nemmeno in Italia.

Io spesso ci faccio una capatina, non ho ancora avuto la possibilità di partecipare per via del lavoro, ma a breve credo che proverò a creare qualcosa anche io. Intanto ogni giorno trovo contest diversi e interessanti, molti dei quali fanno venire proprio voglia di mettersi in gioco, sopratutto per competere con designer di tutto il mondo.

Alla fine credo che i motivi per visitarlo siano almeno 5:

1. ISPIRAZIONE: il livello dei grafici e designer che vi partecipano è molto alto, quindi può essere interessante seguire i più skillati e vedere come interpretano i vari brief, e valutare le differenze con il modo in cui la stessa cosa l’avreste fatta voi.

2. CURIOSITA’: spesso tra i contest si scovano progetti davvero interessanti che stimolano la voglia di partecipare, anche per la possibilità di lavorare su un logo per un brief particolare che magari non appartiente al vostro target abituale.

3. VETRINA:I vari contest vengono creati maggiormente da aziende e privati, quindi non è da escludere la possibilità che a qualcuno piace il vostro stile e vi contatta direttamente per farvi creare il suo design, senza far partire il contest.

4. FIDELIZZAZIONE: Se si vince un contest per ad esempio un logo ci sono buone possibilità che l’organizzatore non creerà un altro contest per il suo sito o la sua immagine coordinata, bensi si affiderà direttamente a chi aveva già scelto per la realizzazione del logo

5. RICICLO: il termine è brutto, ma rende l’idea. Sicuramente sarà capitato anche a voi di creare un progetto grafico che poi, per problemi con il cliente o per altri motivi avete dovuto accantonare in un cassetto. Chissà magari trovate un contest dove potete riutilizzare la vostra idea e guadagnarci qualche soldino.

Un sito simile è Namethis, un progetto dove si organizzano comuqnue contest,viene messo a disposizione un brief e da lì non va creato il design ma il naming per l’azienda. Per il resto il funzionamento è molto simile.

E voi che ne pensate a riguardo, proverete a partecipare a qualche contest?