12
maggio
Lettera in Italiano da inviare ai clienti per dire NO allo SPEC-WORK
Pubblicato in No spec work

Continuiamo la nostra campagna “NO allo SPEC WORK per il bene del WEB DESIGN” con una nuova risorsa molto interessante.
Come già dicemmo la scorsa volta, chi si occupa di web e visual design può trovarsi nella spiacevole situazione in cui un cliente che richiede un lavoro pretende di vedere prima il risultato, e pagare solo se questo gli piace.

Questo genere di persone non solo non dà il giusto valore a questa professione, ma pretende anche che in pochi giorni, con un brief strapazzato e neanche un euro gli creiate un opera d’arte.
L’AIGA ha messo a disposizione una lettera in Inglese che spiega al cliente le motivazioni per cui lo spec-work non è un approccio etico e corretto verso i lavori creativi e gli suggerisce di decidere a quale designer affidarsi esplorando i suoi lavori precedenti e chiedendogli come affronterebbe il progetto.
La nostra amica Stefania Pochesci, graphic designer con la quale sto avendo il piacere di portare avanti questa iniziativa ha tradotto la lettera in ITALIANO in modo che anche noi, nel caso decidessimo di comunicare ai clienti che i compromessi speculativi non sono la strada migliore da seguire, possiamo farlo tranquillamente.
Grazie mille Stefania sono sicuro che questa risorsa sarà molto utile a tutti.

Lettera NO-SPEC WORK in italiano
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voglio essere sincero: secondo me quella lettera non funge. oramai ho un po’ di esperienza in questo campo, e diverse volte mi sono trovato a combattere contro esigenze stupide dei miei potenziali clienti.
credo che, quando un cliente si mette in testa di chiederci cose stupide, se non si riesce a convincerlo con argomentazioni intelligenti non rimane altro che dargli corda. ovvero, ad esempio per quanto concerne gli spec-works, semplicemente rifiutare di farli (motivando però tale rifiuto) o proporli a prezzi molto alti, che considerino il valore economico dell’alto rischio che corre chi lo accetta.
infatti mi è capitato di rifiutare lavori stupidi, motivando il mio rifiuto evidenziando i problemi che inevitabilmente si sarebbero verificati proseguendo per quella strada, ed a volte il cliente ha proseguito lo stesso. il risultato è stato per lui un fallimento totale (i lavori superficiali falliscono al 99%) ed un tardivo riconoscimento delle mie ragioni. a quel punto è diventato più disponibile, ed ho potuto iniziare una nuova collaborazione basata su un altro approccio (più intelligente).
a dire il vero non molte volte è andata così, ma se penso a quello che avrei perso accettando quei lavori stupidi…
Devo contattare una tipografia.
Me ne faccio stampare direttamente 1000 copie serviranno sicuramente
Ottima risorsa, grazie
Ciao Marco
Bè di certo qui nessuno ha detto che la lettera avrebbe risolto i problemi di tutti i professionisti del web, ma a chi magari ha intenzione di spiegare ad un cliente che lo spec work non è la strada giusta da intraprendere può essere utile.
Per quanto riguarda il tuo modo di agire in questi casi, sono d’accordo che bisogna cercare di convincere il cliente con argomentazioni intelligenti (e credo che nella lettera di argomentazioni valide ce ne sono), ma non sono d’accordo sul dare corda al cliente e proporgli un prezzo molto alto.
I motivi sono tanti:
A “te” cosa rimane: che sei un incompetente.
A “te” cosa rimane: sei troppo caro
A “te” cosa rimane: Sei incompetente e pure caro.
Poi c’è il caso che è capitato a te, alla fine ti ha assecondato ma tu comunque il primo lavoro l’hai buttato e considerando quel che ti ho spiegato sopra, sicuro che il gioco vale la candela?
Ottima, scaricata e condivisa.
Infatti, come ha scritto yeswebcan , la lettera non è la soluzione universale al problema, vuole essere solo una risorsa (tra l’altro che può essere adattata ai vari casi) per chi decide di non accettare un lavoro speculativo spiegandone le ragioni al cliente.
C’e solo da capire quale etica lavorativa si vuol seguire.
Poi chiaro ognuno decide per sè.
preciso un punto. quello che suggerisco io è di rifiutare gli spec-work, oppure di proporli ad un costo così elevato da indurre il potenziale cliente a rifiutare. il cliente penserà che sono troppo caro ma, se gli ho spiegato quali sono i motivi di una richiesta così alta, saprà (se non è stupido) che esiste un’alternativa più economica, che è quella che gli propongo io (ovvero fare il lavoro pagato a consuntivo).
durante le trattative economiche (perchè è di questo che stiamo parlando) ritengo che si debba essere più chiari possibile con il cliente. pertanto credo sia meglio dirgli chiaro e tondo che non si è disposti ad accettare un lavoro speculativo. se invece in qualche modo si è disposti ad accettarlo allora credo convenga fargli capire lo sforzo che si accetta di fare quantificandolo nel prezzo. magari non è semplice fare capire questo ragionamento, però perlomeno è onesto. del tipo: “lavori del genere non ne faccio, perchè non sono seri (ovvero: chiunque altro ve lo farà non è serio), ma se proprio non volete fidarvi di quello che vi dico vi faccio notare qual’è il costo reale di procedere in questo modo”.
magari mi sbaglio, magari la lettera è meglio, ma l’esperienza mi ha insegnato che dire al cliente esattamente come stanno le cose aiuta non poco a costruire un buon rapporto.
@marco
anche io suggerisco di rifiutare gli spec-work, e sono d’accordo che dire le cose in modo diretto al cliente può essere più vantaggioso rispetto alla lettera (che però può essere un aggiunta cioè una cosa non esclude l’altra).
Non mi convince proporre un lavoro a costo elevato, perche come ho spiegato prima nel caso il cliente accettasse tu hai fatto un lavoro mediocre ad un prezzo elevato e non è una buona pubblicità.
Però da come lo hai spiegato, beh è un metodo che sicuramente può fare leva a livello psicologico sul cliente, quindi perchè non provarlo.
Grazie mille per il contributo
Personalmente ho sempre detto di no e vedendo successivamente i siti che sono stati poi realizzati per questi potenziali clienti, sono contenta di averlo fatto.
Il punto è che dovremmo dire tutti di no, deve scomparire proprio come pratica, la lettera la trovo molto utile perchè contribuirà a diffondere un po’ di cultura per la nostra professione, il che non guasta mai!
La cosa triste è che alcuni colleghi a volte stanno al gioco e attenzione non parlo di chi è agli inizi, ma di chi svolge questo lavoro già da tempo.
Spero la lettera possa servire, personalmente la utilizzerò. Dubbi zero
@Michela
Ciao michy
Anche io in tutti questi anni ho sempre rifiutato e anche se quei soldi li avrei potuti utilizzare per i divertimenti sono contento di averlo fatto.
Sono d’accordo che lo dovrebbero fare tutti però
Speriamo la lettera e quest iniziativa in generale cambino la mentalità dei clienti e dei designer che li assecondano, e con il tuo appoggio sicuramente la diffusione sarà molto più efficace.
Grazie
L’unica cosa da fare e saperla gestire bene!
Scaricata!
Interessantissima la lettera, comunque io credo che l’unica soluzione sia guardare al proprio target di clienti, se il modello di business non consente l’agevole produzione seriale di materiale a basso costo con rapporto di qualità decente è meglio lasciar perdere e concentrarsi a trovare clientela adatta al segmento in cui ci si è posizioneti
@Filippo: concordo al 100%
Sparare un prezzo alto per scoraggiare il cliente non è una soluzione. Bisogna essere chiari sin dall’inizio e spessissimo un colloquio approfondito fa capire le reali esigenze del cliente… e come egli si rapporta al lavoro di un designer.
Se non si ha grande esperienza lavorativa e non si ha da dimostrare il proprio valore… è giusto che il cliente voglia capire se ha di fronte un bravo professionista oppure un idiota che combina qualcosa per qualche spicciolo.
Bisogna far capire che si sa il fatto proprio. Mostrare qualche idea, qualche creazione già realizzata per terzi o per conto proprio (chi se ne frega se il logo l’hai ideato per l’hotel o giusto per provare una determinata tecnica?).
Il discorso è lungo e infinito… penso che la chiave sia la fiducia reciproca. Se non c’è, meglio lasciar perdere. Mia modesta opinione
Ho scaricato anche io la lettera.
La ritengo anche io abbastanza interessante.
Probabilmente non funzionerà con tutti i clienti, ma è comunque un arma che può aiutare la diffusione della cultura del web. E di questo c’è davvero bisogno in Italia.
Concordo totalmente con quanto ha detto @Andrea, l’unica arma che abbiamo è far capire che siamo in grado di fare il nostro lavoro e riuscire ad instaurare un rapporto professionale basato sulla fiducia.
Sono però anche convinto, e questo posso dirlo per esperienza personale, che ci sono clienti con cui è impossibile ragionare in una certa maniera… In questi casi, per quanto possa essere difficile in “tempo di crisi”, forse è meglio saper dire direttamente di NO e risparmiare tempo e fatica…
Ciao Loige, mi trovi completamente d’accordo con quello che dici.
Tempo di crisi o no, meglio non accettare lavori da clienti furbi, altrimenti la crisi viene di nervi
Sbaglio o abbiamo avuto una discussione molto costruttiva sul blog di Simone?
Comunque grazie mille per il contributo e benvenuto su yesWEBcan
Non sbagli assolutamente. Ottima memoria! =)
Sono arrivato a questo blog proprio passando da quello di Simone.
Grazie per il benvenuto.