27

aprile

Clienti furbi, 4 modi per riconoscerli ed evitarli, vivendo sereno

Pubblicato in Casi di studio, No spec work

clienti-furbi
La settimana scorsa abbiamo lanciato su queste pagine la campagna NO allo Spec-Work e oggi il web designer freelance Francesco Caruccio ci spiega come riconoscere ed evitare i clienti “sciacalli” raccontandoci una sua recente esperienza.

Buona lettura


Clienti furbi, 4 modi per riconoscerli ed evitarli, vivendo sereno
Lo so, argomento molto discusso, questo, ma ho una piccola esperienza da raccontare che mi è capitata proprio oggi.

Piccola premessa

A maggio, precisamente il 23 maggio 2010, compio il mio primo anno di partita iva da libero professionista in qualità di web designer. Inutile dire che me ne sono capitate di cotte e di crude in questo mio primo anno, anche le più assurde e inimmaginabili, andando dalla minaccia al cliente psicopatico, arrivando all’ evergreen “tu non sai chi sono io”.

A questo punto della mia vita, sono nella fase in cui sto iniziando a capire come girano le cose tra “i grandi” ed a riconoscere al volo un cliente truffaldino.

Mi dici cosa è successo Fra, voglio saperlo!

Te lo dico subito.

Ricevo una e-mail con la più classica delle richieste di preventivo: il cliente mi dice cosa vorrebbe, io gli dico il prezzo e fino a qui nulla di strano o di particolare.

Oltre al preventivo metto un paio di link a lavori che ho fatto o sto facendo, tra cui il mio blog di risorse gratuite per Photoshop. E’ l’evolversi della discussione che ti farà ( o dovrebbe farti? ) storcere il naso dalla puzza… di bruciato.

Insomma, solite (in)formalità, invio di preventivo, il cliente mi risponde con una frase del tipo (non posso riportarla uguale per motivi di privacy):

“Sai, ho ricevuto un altro preventivo da un altro grafico.. però i tuoi lavori sono piu belli lui non mi piace tanto. Riesci a farmi il suo stesso prezzo, senza fattura?” -ndr: era piu basso del mio di quasi una sessantina d’euro-

Questo, già dovrebbe se non insospettire, far notare che c’è già qualcosa che non va, anzi, che non c’è proprio: la fattura.

Decido di stare al suo gioco, sapendo già dove saremmo andati a parare, ma continuiamo.

Io gli rispondo beffardamente qualcosa come

“In questo caso, il pagamento è 100% anticipato. Ti sta bene?”

Da qui, scoppia praticamente il caos, ma andiamo con ordine. Dopo questa brillante richiesta e la mia risposta, inizia a farmi la morale. Si, hai capito bene: lui che mi chiede di evadere le tasse fa a me la morale.

Quale morale Fra, cosa ti ha detto?

Ha iniziato a dire che non esiste una cosa del genere, che anche lui crea dei siti web ma non chiede mai l’anticipo del 50%, figuriamoci del 100%.

Ecco, è in casi come questi che di solito esce fuori tutta la mia emotività e spontaneità: fare polemica. Ma questa volta non ho fatto polemica, ho trattenuto i miei istinti di giovincello alle prime armi e sono diventato un po’ più professionale. Come? Semplicemente augurandogli buona serata.

Ma lui risponde ancora peggio, come se gli avessero rubato le pantofole, di prima mattina, dopo aver messo piede su un pavimento di marmo freddo. Dice che devo imparare a trattare e capire le esigenze dei clienti, ribadisce che anche lui fa siti web, che ha altre attività, ma che mai si sogna di chiedere un anticipo, anzi, alcuni fornitori lui li paga a 30, 60 o addirittura 90 giorni.

Si ma, vieni al sodo, come lo riconosco uno che vuole fregarmi?

Cosa hai notato fino ad ora? C’è una irregolarità: la richiesta di non emettere fattura. La cosa, oltre che illegale puzza di bruciato lontano un chilometro. Mettiamo caso che produci un lavoro senza fattura, che succede?

Che in caso lui facesse il furbo e non pagasse, se ne andrebbe tranquillamente a spasso con il tuo lavoro e tu non potresti chiedere nulla, pena una gran bella multa (della serie: cornuto e mazziato, come si dice dalle mie zone d’origine).

Quindi saresti incastrato:  perchè se chiedi il compenso e ti rivolgi alle autorità, rendi noto che commetti una illegalità, quindi stai zitto e ti tieni la fregatura.

Morale della storia, ecco come riconoscere un cliente furbetto

Un cliente truffaldino si riconosce quando:

  • chiede di farti fare delle irregolarità
  • mira all’asta al ribasso con il prezzo
  • ti dice che non sai fare il tuo lavoro perchè non accetti le sue condizioni da spec-work
  • in generale, quando c’è possibilità che ti possa fregare e non lo conosci

Ecco perchè, nonostante la “perdita del cliente”, dovresti vivere serenamente

Te lo spiego citando Luttazzi. A questo punto, tu potresti obiettare:

“Ma come fai a dire che è un mascalzone?”

“Come faccio a dirlo? Per lo stesso motivo per cui se incontro per la strada di notte, un tizio sudaticcio con in mano un coltellaccio insanguinato, la prima cosa che penso non è.. TOH, UN CUOCO!”

Vivi sereno, la fregatura è dietro l’angolo ma puoi evitarla. Un personaggio del genere è meglio perderlo che lavorare per lui, perchè nel caso in cui accetti il lavoro e ti dovesse fregare, avrai lavorato e non avrai ricevuto nulla in cambio. Invece, evitandolo, non avrai lavorato e quindi non avrai perso niente.

Avrai cosi piu tempo per i clienti seri e che pagano davvero, saltando a piè pari mal di testa e conti alle 2 di notte sull’abaco per poter pagare tutte le bollette.

E alla fine Francesco mi ha consigliato di linkare il video di Luttazzi che cita per rendere meglio l’idea, quindi vi lascio con il video e con il consiglio di seguire il blog di Risorse gratuite per Photoshop di Francesco Caruccio che ringrazio e a cui faccio un forte in bocca al lupo per una rosea carriera da web designer.
Video di Daniele Luttazzi

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Salvatore Sodano

Autore: Salvatore Sodano

Salvatore inizia a svolgere l’attività di web designer nel 2001 alla quale poco dopo affianca quella di graphic designer. Negli ultimi anni la passione per Seo e web marketing prende il sopravvento e lo spinge a curare oltre all’estetica dei siti anche ottimizzazione, posizionamento per i motori di ricerca e usabilità. Contatta Salvatore

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22 commenti

  1. Lauryn scrive:

    grande, questa tua esperienza è utile a tutti. mai fidarsi! a tutti viene prima o poi la tentazione di “evadere”, ma farlo proprio con una persona conosciuta da pochi giorni via email non mi sembra il caso: è proprio quello che vuole, fuggire con il malloppo (il tuo sito).
    la citazione di Luttazzi ci sta a pennello, me la ricordavo :D

  2. Nicolas scrive:

    Cavoli.. calza a pennello.. ho un cliente che praticamente si comporta nello stesso preciso modo … !!!!!!

    Va beh.. vedremo cosa succederà .. ottimo articolo, molto interessante, grazie :)

  3. @Lauryn: La, spero possa essere utile! Ne ho prese di fregature in quest’anno e capisco che quando si ha veramente bisogno di lavorare, si scende a compromessi un po’ squallidi. Non nego che ho imparato la lezione anche grazie a blog come il tuo, La :)

    @Nicolas: Beh, sentiamo come va a finire! XD

  4. P.S.: la parte del cuoco di Luttazzi è al minuto 6.20 circa :)

  5. Lauryn scrive:

    grazie francesco, beh ti dirò che questo tuo “promemoria” è giunto a fagiolo. si fa presto a “distrarsi” e dire: “ma sì, non si preoccupi…” e poi ci rimani fregato tu. thanks!

  6. Andrea Leti scrive:

    C’è da dire anche una cosa però,
    Supponiamo che costui paghi il 100% della somma a nero,
    poi bisogna ben mettere in chiaro tutto altrimenti dopo,
    con 300€, per esempio, vuole il sito ecommerce, il social network, il forum, la chat e….

    Bisogna tutelarsi prima e dopo.

  7. @Andrea Leti: verissimo, questo è un altro problema di quando si fanno le cose in nero, il cliente potrebbe tendere a richiederti un po’ di tutto!

  8. Marco scrive:

    Occhi aperti ragazzi, sul web ci sono tanti truffatori e pochissimi professionisti…

  9. Cose che capitano, nel paese delle libertà (e dell’Amore). In realtà anche da prima, da molto prima, e da prima del prima e da sempre. Sono convinto che la gente tentasse di fregare il prossimo già dai tempi del baratto, magari con un po’ più di ingenuità ma con la stessa noncurante crudeltà.
    Le tutele sono sempre le stesse, allora come oggi. Fare le cose in regola, alla luce del sole e senza compromessi. Difficile, quasi impossibile, ma qualunque altra soluzione espone a troppi pericoli per avere un qualche minimo appeal o tornaconto. Grazie Francesco, è sempre bene ricordare i fondamenti del nostro lavoro (e della vita).

  10. Filippo A. scrive:

    Stupendo questo articolo, forse uno dei miglori che ho letto qui :)

    Complimenti a parte purtroppo di gente così ne esiste troppa, sento spesso di persone non pagate o pagate con grave ritardo da individui poco raccomandabili.

    L’unica soluzione è quella che tu hai adottato, cioè non stare al gioco di persone sospette.

  11. @Filippo A. Grazie Fili :) troppo gentile :p

  12. elena scrive:

    Grazie, ottimo articolo.
    Purtroppo quando non si conoscono le persone è difficile valutare soprattutto se non cè un contatto diretto.

  13. @Elena esatto..

    Vorrei portare un commento di un amico su skype, che definirei geniale :D diceva pressapoco cosi:

    “Bello l’articolo, morale della favola.. mai evadere con gli sconosciuti” :D

    Ghghggh

  14. FRANDREA scrive:

    Storia interessante ma non ci vedo nulla di nuovo, qualsiasi persona che ha un attività propria si ritrova in circostanze simili o anche peggiori di questa.

    Ci sono da dire alcune cose tra l’altro
    1. E ci credo che il cliente si sia incavolato quando gli hai detto che volevi il 100% subito ed ha ragione a dire che nessuno paga cosi. Poi c’è da valutare che se non c’era fattura avresti potuto tranquillamente prenderti la cifra totale del lavoro e scomparire TU, a lui chi lo tutelava?
    2. E se avesse accettato di darti il 100% in anticipo oggi staresti qui a lamentarti e a fare il moralista, o avresti accettato di evadere e avresti intascato i soldi tranquillamente?

    Ciao

  15. Andrea Leti scrive:

    @FRANDREA

    Ma scusa…che interessi avrebbe uno a scappare con la refurtiva?
    Non lavorerebbe più….questo è sicuro.
    Per non parlare dei problemi relativi al modo di pagamento, contanti, bonifico ecc. Se è tracciato il pagamento poi non passa i guai il committente.

    Sai com’è…tracciamento…la finanza sul collo….mmmhh..

  16. @Frandrea: beh, ho un blog, ho un sito, tutto pubblico. Nome e cognome. Non ho motivo ne intenzione di farmi una cattiva reputazione e non lavorare piu.

    Comunque giuro, non è per fare moralismo fine a se stesso.. solo che col tempo ho capito che molti designer, grafici o aspiranti tali stanno ad alcune regole di clienti furboni, per bisogno di esperienza o di lavorare e questo non va bene, non siamo tutelati minimamente.

    Vedila cosi: se lui “scappa” col lavoro, non lo riacchiappo per i motivi su citati. Se lui mi paga e io non gli faccio il lavoro, mi manda l’avvocato.

    Chiaro? :)

  17. stefania pochesci scrive:

    Bravo Francesco.
    Del resto si dice anche ” Miseria oggi, fame per domani” no?
    Cominciamo a cambiare noi se vogliamo vedere cambiamenti nel mondo..

    Un saluto! ;=)

    • yesWEBcan scrive:

      Sono felice di leggere il commento di Stefania e spero di poter continuare il filone “NO allo SPEC-WORK” su queste pagine.

      @FRAANDREA Capisco quel che vuoi dire e personalmente non mi sento di darti tutti i torti. E’ vero che noi abbiamo blog, siti, sul web ci mettiamo la faccia, e sappiamo quanto siano fondamentali nel web 2.0 reputazione e autorevolezza, ma magari un cliente generico che non conosce bene il funzionamento del mezzo internet, difficilmente pagherà un lavoro prima di riceverlo ad una persona “virtuale” (in realtà a me non è mai capitato nemmeno con clienti reali :D )
      Però la situazione è stata lui a proporla, quindi Francesco doveva tutelarsi comunque in qualche modo. Comunque il senso dell’articolo non è tanto la storia accaduta, quanto il fatto che di clienti furboni sopratutto in questo settore ce ne sono tanti e i web designer devono imparare a dire di no per tutelare se stessi e la community di web designer italiana.

      Alla fine sono completamente d’accordo con Claudio Gagliardini:
      Le tutele sono sempre le stesse, allora come oggi. Fare le cose in regola, alla luce del sole e senza compromessi… e fooooooooooooorse si dorme tranquilli :D

  18. Sottolineo il fooooooorse XD

  19. Alessandro Politanò scrive:

    @FRANDREA

    E chi lo ha stabilito che pagare una commissione anticipata al 100% è sinonimo di fregatura o che è impensabile poterlo fare?

    Io ho usato questa soluzione molte volte, e i committenti ai quali ho attuato questa soluzione, non hanno battuto ciglio e a distanza di anni, ancora mi ringraziano quando li sento, e lo fanno anche quando capita che mi citano in qualche discussione.

    So chè non è ben vista da tutti come soluzione, ma il problema non sono coloro che scelgono di lavorare a tali condizioni, ma delle persone che ci vedono qualcosa di sbagliato nel momento in cui hanno la necessità di un servizio come quello che offre Francesco.

    Non capisco perchè si debba fare la distinzione fra Prodotti e Servizi. Quando si aquista un bene materiale, on line e off line, si paga prima di riceverlo; quando si acquista un servizio, on line o off line, il 90% dell’azienda che lo offre, come minimo chiede il 50%, poi dipende molto dal settore. E se si chiede il 100% in anticipo, si pensa subito alla truffa o al raggiro; e tutto nasce proprio per colpa di quelle persone che si svegliano al mattino con l’intento di “inculare” (concedetemi il termine) qualcuno, e tutto ciò si ripercuote in primis sulla massa, e in un secondo momento sulle aziende o liberi professionisti che offrono i servizi.

    A parte i fattori che già sono stati citati, i quali garantiscono in un certo qual modo chi riceve il servizio, esiste anche la possibilità di stilare dei contratti da far leggere e firmare al committente, prima di iniziare il lavoro, e i contratti offrono garanzia sia per il committente che per chi offre il servizio; anche se personalmente odio stilare e firmare contratti, ma spesso non è possibile lavorare senza, specialmente nel nostro settore.

    Ci sarebbe anche da aggiungere che la professione che svolge Francesco, come tutte quelle legate al Web in generale, vengono spesso sotto valutate, e ci si concede anche il permesso di sindacare i prezzi, ma dove si è mai visto, non stiamo mica al mercato; l’esperienza e la professionalità va pagata quello che vale, non quello che si presuma che valga!

    Quindi il discorso, e il tema dell’articolo di Francesco, non è basato su una questione Fiscale, la quale meriterebbe una sezione apposita, ma bensi sui vari retroscena che ci sono dietro alcune professioni che al momento, lo stato non è riuscito ancora nemmeno a definire sia a livello di riconoiscimento e sia a livello fiscale. Lavoriamo in una giungla!

    Il secondo punto, preferisco non commentarlo, altrimenti vado fuori tema.

    Buon Blog a tutti ;-)

  20. stefania pochesci scrive:

    @yesWebcan e certo che si continua il filone! Credo sia doveroso, quindi collaborazione al 100%…
    buon lavoro (non spec) a tutti.

  21. Matteo Galli scrive:

    Bell’articolo, che rispeccha quasi totalmente una mia vecchia esperienza con un cliente…

    Odio quando il cliente si mette a sindacare i prezzi!
    Dal mio punto di vista la cosa più triste è sentirsi sempre chiedere “lo sconto”, nonostante si cerchi sempre di rimanere bassi con i prezzi per essere competitivi nella “giungla”…

    Per questo approvo totalmente quanto detto da Alessandro Politanò:

    “Ci sarebbe anche da aggiungere che la professione che svolge Francesco, come tutte quelle legate al Web in generale, vengono spesso sotto valutate, e ci si concede anche il permesso di sindacare i prezzi, ma dove si è mai visto, non stiamo mica al mercato; l’esperienza e la professionalità va pagata quello che vale, non quello che si presuma che valga!

    Quindi il discorso, e il tema dell’articolo di Francesco, non è basato su una questione Fiscale, la quale meriterebbe una sezione apposita, ma bensi sui vari retroscena che ci sono dietro alcune professioni che al momento, lo stato non è riuscito ancora nemmeno a definire sia a livello di riconoiscimento e sia a livello fiscale. Lavoriamo in una giungla!”

    PS. fenomenale il video di Luttazzi!! ;)

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